Chi arriva alle pendici del Vesuvio tra la fine dell'estate e l'inverno nota presto una scena che si ripete in cortili, cantine e botteghe: grandi grappoli di pomodorini rossi appesi a un filo, uno stretto all'altro. È il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio, il prodotto che forse più di ogni altro racconta questa terra. Per noi di Agri-Ammendola non è solo un simbolo: è uno dei frutti che lavoriamo nel nostro laboratorio aziendale e che gli ospiti trovano ogni mattina a colazione.
Un pomodoro nato sulla terra vulcanica
Il pomodorino del Piennolo si coltiva da generazioni sui versanti del complesso Somma-Vesuvio. Il suolo, formato da ceneri, lapilli e sabbie vulcaniche, è sciolto, drenante e ricco di minerali: condizioni che, insieme al clima mite e al sole, danno frutti piccoli ma dal gusto concentrato, con una buccia spessa e una polpa compatta.
Già nella prima metà del Novecento erano conosciuti e diffusi diversi tipi locali, ricordati con nomi popolari come Fiaschella, Lampadina, Patanara, Principe Borghese e Re Umberto. Da queste varietà tradizionali derivano gli ecotipi coltivati ancora oggi. Il frutto si riconosce per la forma leggermente allungata e per la caratteristica punta, il pizzo, all'estremità.
Il riconoscimento DOP
Nel 2009 il nome Pomodorino del Piennolo del Vesuvio è stato riconosciuto come Denominazione di Origine Protetta dall'Unione Europea. Il disciplinare stabilisce la zona di produzione, che comprende i comuni dell'area vesuviana, e le regole di coltivazione e conservazione. Quando comprate il pomodorino con il marchio DOP, sapete che proviene da questo territorio ed è stato prodotto secondo un metodo condiviso.
Cos'è il piennolo
La parola piennolo viene dal dialetto e indica qualcosa che pende, che sta appeso. È proprio il cuore di questa tradizione: dopo la raccolta estiva, i grappoli vengono legati con uno spago attorno a un anello o a un filo, formando grandi mazzi che si appendono in luoghi freschi, asciutti e ventilati.
Grazie alla buccia spessa e alla particolare composizione del frutto, i pomodorini così conservati resistono per mesi. Col passare delle settimane perdono un po' d'acqua, la buccia si fa leggermente più morbida e il sapore diventa ancora più intenso, con un equilibrio tra dolcezza e acidità che li rende inconfondibili. Un tempo era il modo per avere pomodoro fresco in cucina anche d'inverno, quando l'orto non dava più nulla: una forma di conservazione antica, senza cottura e senza aggiunte.
Come si usa in cucina
Il pomodorino del Piennolo ha un carattere deciso e per questo richiede poco. Nelle cucine di casa vesuviane lo si usa soprattutto così:
- Per il sugo veloce: pochi minuti in padella con olio extravergine, uno spicchio d'aglio e basilico, e la pasta è pronta. La buccia spessa si ammorbidisce e rilascia tutto il suo sapore.
- Con la pasta e il pesce: accompagna molto bene vongole, frutti di mare e pesce azzurro, dando colore e sapidità.
- Sulla pizza: tagliato a metà o schiacciato, è un condimento classico della tradizione campana.
- Sul pane: strofinato su una fetta di pane tostato con un filo d'olio e un pizzico di sale, è uno spuntino semplice e antico.
- In conserva: lavorato in barattolo, anche intero, permette di avere il suo gusto tutto l'anno.
Un consiglio che diamo spesso ai nostri ospiti: cuocetelo poco. Il pomodorino del Piennolo dà il meglio quando mantiene la sua freschezza e non viene coperto da troppi ingredienti.
Quando vederlo e assaggiarlo
La raccolta avviene in estate, quando i frutti hanno raggiunto la piena maturazione. È in questo periodo che nelle campagne vesuviane si vedono le piante cariche e cominciano a comparire i primi piennoli. Nei mesi successivi, dall'autunno all'inverno, i grappoli appesi diventano una presenza costante nelle case e nei negozi di prodotti tipici della zona.
Portarne a casa un piennolo o qualche barattolo è uno dei ricordi più autentici di un soggiorno qui: si conserva bene e racconta il territorio meglio di qualsiasi souvenir.
Il pomodorino del Piennolo ad Agri-Ammendola
Ad Agri-Ammendola e Location Eventi il pomodorino del Piennolo ha un ruolo speciale. Lo lavoriamo nel nostro laboratorio aziendale, insieme all'albicocca del Vesuvio e alle marmellate e confetture artigianali di vari gusti, e lo proponiamo nella degustazione della colazione che ogni mattina accoglie i nostri ospiti.
Per chi soggiorna da noi sono disponibili anche pranzo e cena su prenotazione, con prodotti tipici e dell'azienda: un modo per assaggiare i sapori vesuviani senza spostarsi, dopo una giornata tra il Vesuvio, Pompei e Napoli. E non a caso una delle nostre cinque camere porta proprio il suo nome: la Camera Pomodorino del Piennolo del Vesuvio, con letto matrimoniale e bagno privato. Vi aspettiamo a San Giuseppe Vesuviano, per scoprire da vicino il frutto che meglio racconta la nostra terra.
I sapori del Vesuvio a colazione
Ogni mattina una degustazione di confetture artigianali e specialità del nostro laboratorio; su prenotazione anche pranzo e cena per gli ospiti.