Albicocche vesuviane su un piatto bianco e blu
Albicocche vesuviane su un piatto bianco e blu. Foto: Guarracino · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Sulle pendici del Vesuvio la terra vulcanica ha dato vita a due prodotti che raccontano bene il carattere di questo territorio: l'albicocca del Vesuvio, dolce e profumata, e il Lacryma Christi, il vino più noto dell'area vesuviana. Ai nostri ospiti ne parliamo spesso, perché li ritrovano entrambi nel paesaggio: frutteti e vigneti si alternano sui versanti del vulcano, a pochi passi dalle case.

L'albicocca del Vesuvio

L'albicocco si coltiva da secoli nell'area vesuviana. In dialetto le albicocche si chiamano crisommole, un nome antico che ancora oggi si sente nei mercati e nelle case. Il suolo vulcanico, sciolto e ricco di minerali, e il clima mite favoriscono frutti piccoli o medi, con una polpa zuccherina e un profumo intenso.

La Pellecchiella e le altre varietà

La varietà più conosciuta è la Pellecchiella. Il nome viene dalla sua buccia, la pellecchia: sottile, vellutata e così delicata da staccarsi facilmente dalla polpa. Accanto alla Pellecchiella, sul Vesuvio si coltivano molte altre varietà tradizionali, dai nomi spesso curiosi, come Boccuccia Liscia, Cafona, Ceccona, Portici e San Francesco. È un patrimonio di biodiversità che le famiglie di agricoltori hanno custodito nel tempo.

Per l'albicocca vesuviana è in corso il percorso per il riconoscimento come Indicazione Geografica Protetta: un passaggio che, una volta completato a livello nazionale ed europeo, darà ulteriore tutela a questo frutto e al lavoro di chi lo coltiva.

Quando si raccoglie e come si gusta

La raccolta si concentra all'inizio dell'estate. È il momento migliore per assaggiarla fresca, appena colta, quando il profumo è al massimo. Ma l'albicocca del Vesuvio si presta anche alla trasformazione: confetture, frutta sciroppata, dolci da forno e crostate sono tra gli usi più diffusi nelle cucine di casa.

  • Fresca: a colazione o come merenda, nella stagione giusta.
  • In confettura: per conservare il sapore dell'estate tutto l'anno.
  • Nei dolci: crostate, torte e semifreddi della tradizione campana.

Il Lacryma Christi del Vesuvio

Il Lacryma Christi è una tipologia della denominazione Vesuvio DOC, istituita nel 1983. Le sue vigne crescono sulle pendici del vulcano, dove il suolo lavico e l'esposizione al sole danno vini sapidi e riconoscibili. Si produce in diverse versioni: bianco, rosso e rosato, oltre a tipologie spumante e liquoroso.

Una leggenda nel nome

Il nome, che significa lacrima di Cristo, è legato a una leggenda popolare: si racconta che Cristo, vedendo il golfo di Napoli, pianse, e che dove caddero le sue lacrime nacquero le viti del Vesuvio. Una storia che si tramanda da secoli e che ancora oggi accompagna chi stappa una bottiglia di questo vino.

I vitigni

I vitigni sono quelli autoctoni della zona, coltivati da una lunga tradizione agricola:

  • Coda di Volpe, localmente chiamata Caprettone, è la base del Lacryma Christi bianco, insieme ad altre uve campane come la Falanghina e il Greco.
  • Piedirosso, detto localmente Palombina, è la base del Lacryma Christi rosso, spesso affiancato dallo Sciascinoso, chiamato anche Olivella.

Il bianco accompagna bene piatti di pesce, verdure e formaggi freschi; il rosso si abbina alla cucina di terra, ai primi al sugo e alle carni. Per chi vuole approfondire, la zona offre diverse occasioni di visita in cantina: consigliamo di informarsi e prenotare in anticipo, perché molte aziende ricevono solo su appuntamento.

Due prodotti, una stessa terra

Albicocca e Lacryma Christi hanno in comune la terra da cui nascono. Il suolo vulcanico drena bene l'acqua, trattiene calore e cede minerali alle piante: per questo i frutti e le uve del Vesuvio hanno un carattere così marcato. Passeggiando tra le campagne vesuviane in estate si vedono gli albicoccheti carichi; in autunno sono le vigne a cambiare colore, con la vendemmia che coinvolge tutta la zona.

Un buon modo per conoscerli è assaggiarli insieme, magari a fine pasto: una confettura di albicocche con un formaggio e un bicchiere di vino locale raccontano il territorio meglio di molte parole.

L'albicocca ad Agri-Ammendola

Ad Agri-Ammendola e Location Eventi l'albicocca del Vesuvio è di casa. La lavoriamo nel nostro laboratorio aziendale, insieme al pomodorino del Piennolo e alle marmellate e confetture artigianali di vari gusti, e la proponiamo nella degustazione della colazione di ogni mattina. Chi soggiorna da noi può prenotare anche pranzo e cena, a pagamento, con prodotti tipici e dell'azienda.

E se volete dormire, letteralmente, in mezzo ai frutti del Vesuvio, una delle nostre cinque camere si chiama proprio Camera Albicocca Pellecchiella del Vesuvio: letto matrimoniale e bagno privato, in un'atmosfera tranquilla alle pendici del vulcano. Vi aspettiamo a San Giuseppe Vesuviano per assaggiare, insieme, i sapori della nostra terra.

I sapori del Vesuvio a colazione

Ogni mattina una degustazione di confetture artigianali e specialità del nostro laboratorio; su prenotazione anche pranzo e cena per gli ospiti.